Tecnica RAKU

-La tecnica raku:

Nonostante l’introduzione del tornio nel periodo Nara (710-794) e la conoscenza dell’alta temperatura, la produzione di ceramica raku è qualcosa di anacronistico nel tardo quindicesimo secolo. Ogni oggetto è fatto a mano senza l'ausilio del  tornio e cotto singolarmente o al massimo in coppia in un piccolo forno da raku ad una temperatura di massimo 1000°C.
Questo fa si che una produzione su larga scala sia impossibile.
Due possono essere le ragioni di tale lavoro:
- la ceramica a bassa temperatura conduce meno il calore di quella ad alta temperatura anche se non essendo vetrificata assorbe in parte i liquidi che contiene.
- la lavorazione così lenta aumenta il contatto e quindi il rapporto tra chi lo esegue e l’oggetto creando delle sensazioni tattili piacevoli in ogni tazza da tè.

Se nella tecnica da noi usata rimane la cottura ad una temperatura di massimo 1000°, per ciò che concerne la foggiatura questa è libera di utilizzare tutti gli strumenti .
La cottura è seguita da un estrazione del pezzo e da una successiva affumicatura in un contenitore tramite segatura o carta.
Questa seconda fase caratterizza l’oggetto donandogli il nero o le sue gradazioni o riducendo lo smalto superficiale donandogli dei lustri.
Ogni ceramista ha messo a punto il suo metodo di cottura (temperatura max e tempo di salita)
legato ad i suoi smalti e cristalline.
Un’ evoluzione di questa tecnica chiamata Raku Nudo prevede l’esplorazione della tecnica di affumicatura iniziata dall’olandese Eddie Pork e poi ampliata da ceramisti del calibro di David Roberts , Tim Andrews ed altri. La superficie che si ottiene è priva di vetro con delle parti affumicate che creano dei disegni o dei giochi di chiaroscuro.
La lavorazione è stata poi ampliata con l’aggiunta dell’utilizzo di terre sigillate fino ad arrivare alla creazione di un nuovo stile nato in Italia grazie al ceramista Giovanni Cimatti chiamato Raku Dolce.

Le nostre cotture prevedono una temperatura di 940-960°C con un’affumicatura prevalentemente usando segatura di latifoglie.

RAKU Nudo - Naked Raku
In questa tecnica riveste fondamentale importanza la preparazione della superficie. Una volta foggiato l'oggetto si porta a durezza cuoio, qui si inizia a lisciarlo in vari modi:
- si prepara una barbottina setacciando l'argilla refrattaria usata per la foggiatura del pezzo. Si passa  a pennello stendendola e 
  tirandola con una spatola di plastica (si può ricavare facilmente ed economicamente da i contenitori dei detersivi, sagomandola a
  piacere);
- si liscia tutta la superficie lucidandola con la pietra d'agata, osso di balena ( si può usare più economicamente un cucchiaio o 
  una lampadina);
-si può ovviare alla lucidatura a mano spruzzando sulla superficie dell'oggetto almeno tre mani di terra sigillata microporosa
-si possono ottenere delle colorazioni dell'argilla decantando varie argille colorate e dandole a pennello o a spruzzo

Dopo la prima cottura si procede con la tecnica del naked raku. per prima cosa dobbiamo creare uno strato di smalto chiamato distaccante che farà da cuscinetto tra la cristallina e la superficie dell'oggetto. Il distaccante è composto principalmente da caolino e silice due minerali che lo rendono fusibile ad alte temperature lasciandolo praticamente identico alla temperatura di cottura della cristallina.

Dopo aver passato una mano di distaccante ed una successiva di cristallina viene portato alla temperatura di 940°C per far fondere la cristallina, tolto dal forno, inserito nella segatura e poi a seconda della tipologia dell'oggetto e del tipo di lavoro che si va a realizzare, viene inserito nell'acqua.
Si può preventivamente creare dei disegni incidendo lo strato di cristallina-distaccante, in questi casi è preferibile non inserire il pezzo in acqua per non creare un effetto di diffusione del nero e quindi per avere righe nere nette e decise.
Nel raku nudo come nel settore lustri è molto importante il tipo di materiale usato per la riduzione a seconda dei casi si può utilizzare segatura di pino o di quercia, giornali.
A secondo se si è utilizzato o meno la sigillata nella lucidatura si può usare della carta vetrata per rifinire il pezzo .
Si può completare l'opera con una passata di cera microcristallina.

Immagine-755.jpg

Horse raku:

In questa tecnica il pezzo biscottato viene cotto nel forno raku e portato ad una temperatura leggermente superiore a quella dell'inversione del quarzo. Viene quindi estratto ancora con i pori aperti e quindi con la possibilità di essere affumicato.
Nell'estrazione del pezzo dal forno si deve fare attenzione a non toccarlo con pinze sporche altrimenti si comprometterebbe il risultato finale.
Di solito noi usiamo estrarlo a mano con dei guanti usati solo per questa tecnica.
Il pezzo si poggia su di una lastra in refrattario e si inizia a decorarlo con del crine di cavallo.
Questo bruciando lascia dei disegni sulla superfice, preventivamente ben lisciata, che rimangono impressi come delle sottili linee spezzate.
La pulizia di queste linee dipende dalla temperatura di estrazione dal forno, deve segnare ma non affumicare intorno.
Una volta freddo il pezzo può essere pulito con un batuffolo di ovatta e  lucidato con cera.


Di seguito varie sequenze di azioni raku:
tecnica_raku tra la neve
tecnica_raku tra la neve
tecnica_raku_cottura tra la neve
tecnica_raku_cottura tra la neve
dopo l
dopo l'affumicatura con segatura
passaggio finale in acqua
passaggio finale in acqua
azioni-horse-raku
azioni-horse-raku
horse-raku
horse-raku
forno raku.JPG
forno raku.JPG